L'8 gennaio, ilcineseIl Ministero delle Finanze e l'Amministrazione Statale delle Imposte hanno emesso congiuntamente il "Annuncio relativo alla modifica della politica di rimborso delle imposte all'esportazione per i prodotti fotovoltaici e altri prodotti.«" dichiarando chiaramente che a partire dal 1° aprile 2026, il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) sulle esportazioni di prodotti fotovoltaici e di altro tipo verrà abolito.
Secondo l'elenco dei prodotti pubblicato (consultabile alla fine dell'articolo), tale modifica riguarda una vasta gamma di prodotti, ben 56 categorie relative al vetro. L'annuncio specifica inoltre che, per i prodotti inclusi nell'elenco soggetti all'imposta sui consumi, la politica relativa all'imposta sui consumi all'esportazione rimane invariata e continuerà ad applicare il regime di rimborso (esenzione) dell'imposta sui consumi. Con meno di tre mesi di "periodo di grazia" tra l'annuncio della politica e la sua attuazione, questo cambiamento rappresenta indubbiamente un duro colpo per l'industria del vetro, che da tempo si affida ai rimborsi dell'imposta sull'esportazione come principale fonte di profitto. Non si tratta semplicemente di una riduzione delle cifre nei bilanci, ma di una corsa contro il tempo che imporrà una profonda ristrutturazione e trasformazione del settore.
Affrontare il dolore: la compressione estrema dei margini di profitto
Nel commercio internazionale, gli sgravi fiscali all'esportazione consentono essenzialmente ai beni esportati di entrare nel mercato globale a prezzi al netto delle imposte di circolazione nazionali, migliorando così la competitività dei prezzi dei prodotti nazionali. Analizzando le politiche passate, nel 2010 gli sgravi fiscali all'esportazione sono stati aboliti per 26 categorie di vetro e prodotti in vetro. Nel 2015, l'aliquota di sgravio per il quarzo fuso o altri prodotti in silice fusa è stata adeguata al 9%. Nel 2018, l'aliquota di sgravio per 49 categorie di prodotti in vetro è stata aumentata, raggiungendo in alcuni casi il 16%. Nel 2020, l'aliquota di sgravio per 19 categorie di prodotti in vetro è stata portata al 13%.Tra cuiCoperchi in vetro temperato per pentole in alluminio.Nel 2024, l'aliquota di rimborso per 88 categorie è stata ridotta dal 13% al 9%.
Per l'industria del vetro, gli sconti e le agevolazioni fiscali rappresentano spesso una componente vitale dei margini di profitto, già esigui. Questa modifica riguarda 56 categorie di vetro, che comprendono diversi codici tariffari, dal vetro piano per l'edilizia, al vetro per l'industria aerospaziale, automobilistica e navale, fino ad alcuni prodotti in vetro per laboratori e per uso quotidiano. Ciò significa che, a partire dal 1° aprile, le aziende che esportano questi prodotti non potranno più beneficiare delle agevolazioni fiscali precedentemente applicabili.
La concentrazione industriale aumenterà ulteriormente.
Qualsiasi aggiustamento delle politiche macroeconomiche rappresenta una rimodellazione del modello industriale. La cancellazione degli sconti sulle esportazioni non è diversa da una potente misura di "offerta riforma".
Eliminazione della capacità produttiva a monte:Le piccole e medie imprese del settore vetrario, caratterizzate da tecnologie di produzione obsolete, elevato consumo energetico, forte omogeneità dei prodotti e che si affidano principalmente agli sconti per la sopravvivenza, si troveranno ad affrontare una grave crisi. Se entro i tre mesi di grazia non riusciranno a ridurre i costi attraverso l'ammodernamento tecnologico, saranno spietatamente eliminate dal mercato. Vengono evidenziati i vantaggi delle imprese leader: al contrario, le imprese leader, grazie alle economie di scala, al superamento delle barriere tecnologiche e all'integrazione delle filiere industriali, possiedono una maggiore capacità di contenimento dei costi e di resistenza al rischio. La concentrazione del settore aumenterà ulteriormente e le risorse saranno concentrate sulla capacità produttiva di alta qualità.
L'industria del vetro non può più essere ossessionata dalla conquista di quote di mercato attraverso la riduzione dei prezzi. Questo cambiamento di politica costringerà le imprese a una trasformazione strategica: la struttura produttiva passerà da "merce" a "prodotto ad alto valore aggiunto". Le imprese saranno obbligate a ridurre la quota di esportazione del vetro ordinario e ad aumentare invece gli investimenti in ricerca e sviluppo di prodotti ad alta tecnologia e ad alto valore aggiunto, come il vetro speciale e il vetro intelligente. Questi prodotti, grazie alla loro insostituibilità, hanno maggiore peso e potere di determinazione dei prezzi sul mercato internazionale.
Transizione da un“competizione interna” In base al costo, si passa da un modello basato su "tecnologia e sviluppo verde": in passato, le imprese vetrarie nazionali si impegnavano spesso in guerre di prezzo per competere sugli ordini esteri, con il risultato che "l'acqua scorreva verso i campi altrui". Dopo l'abolizione degli sgravi fiscali, le guerre di prezzo a basso costo diventeranno insostenibili e la concorrenza nel settore tornerà a concentrarsi sulla qualità dei prodotti e dei servizi tecnici. L'innovazione tecnologica verrà utilizzata per ridurre i costi e aumentare l'efficienza, creando valore unico. Insieme all'attuazione di politiche globali di neutralità carbonica, alla costruzione di una catena di approvvigionamento verde e al rispetto dei requisiti ESG dei clienti globali di fascia alta, si formerà una nuova barriera all'ingresso nel mercato.
La nostra fabbrica si atterrà alle direttive governative e farà del suo meglio per sopravvivere insieme ai clienti.
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2026
